Dal 22 al 24 agosto si è tenuto a Johannesburg, in Sudafrica, il vertice Brics, acronimo dell’organizzazione internazionale di paesi emergenti i cui membri sono Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica. Alla 15esima edizione dell’annuale incontro, ad emergere fra tutte è la notizie dell’imminente allargamento dell’organizzazione, che dal 1° gennaio 2024 accoglierà ben sei nuovi membri. Questi ultimi sono Argentina, Egitto, Etiopia, Iran, Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti. Ad annunciare l’allargamento dei Brics è stato il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa, durante la conferenza stampa congiunta tenutasi al termine del vertice.
Tale decisione non è passata affatto inosservata. Si tratta infatti della prima volta da quando l’organizzazione inglobò anche il Sudafrica nel 2010 (passando così da Bric all’attuale Brics) che nuovi membri vengono ammessi. L’acronimo dell’organizzazione si trasformerebbe così da Brics a Brics+, proprio ad indicare il fatto che i cinque attuali membri non rimarrano soli ancora per molto. L’evento segna un momento fondamentale per la cooperazione dei Paesi emergenti e in via di sviluppo: con questo nuovo assetto i Paesi Brics arriverebbero a rappresentare infatti il 36% del Pil mondiale e il 47% della popolazione dell’intero pianeta.
I Brics rappresentano ideologicamente un blocco di paesi emergenti in contrasto con l’egemonia del blocco occidentale, capitanato dagli Stati Uniti. Il gruppo nacque in via informale nel 2006, su iniziativa della Russia, seppur il primo vero vertice a livello di Capi di Stato e di governo dei pasi Brics si tenne a margine del G8 a Tokyo nel 2008.
L’espansione del gruppo, di cui tutti i membri si dicono fortemente favorevoli, indicherebbe da un lato l’affermarsi dei Brics come polo alternativo alla sfera d’influenza occidentale verso il quale diversi paesi sembrerebbero gravitare. Sarebbero infatti più di 20 i paesi ad aver formalmente richiesto l’adesione ai Brics. Dall’altro lato, alcune delle idee in linea con la visione di un nuovo ordine mondiale potrebbero rivelarsi più un’utopia che altro. Prima fra tutte l’adozione di una moneta comune che non sia il dollaro statunitense per il commercio internazionale tra gli stati membri dell’organizzazione.
Ciononostante, i Brics lavoreranno per sviluppare i rapporti economici multilaterali tra gli stati membri. Al contempo, molti dei loro sforzi saranno rivolti anche allo sviluppo dell’Africa, sia dal punto di vista economico che a livello di stabilità politica, così come suggerito anche dal tema del vertice ‘Brics and Africa: Prtnership for Mutually Accelerated Growth, Sustainable Development and Inclusive Multilateralism’.
Come ultima nota, è stata molto ripresa dalle testate internazionali l’assenza di Vladimir Putin al vertice. Il presidente russo ha infatti partecipato in videocollegamento per via di un mandato d’arresto emesso dalla Corte penale internazionale legato a presunti crimini di guerra commessi dai militari russi in Ucraina. Essendo il Sudafrica un paese aderente allo statuto della Corte penale internazionale, Putin sarebbe dovuto essere stato arrestato qualora si fosse presentato di persona al vertice.