Giovedì, l’esercito israeliano ha annunciato di aver ucciso Yahya Sinwar, il leader di Hamas, durante un attacco nel sud della Striscia di Gaza. L’operazione, avvenuta mercoledì, ha inizialmente portato all’uccisione di tre membri di Hamas. Dopo verifiche, è stata confermata l’identità di Sinwar attraverso analisi delle impronte e dentali.
Sinwar, ritenuto il principale architetto dell’attacco contro Israele del 7 ottobre, era una figura centrale nell’organizzazione. La sua uccisione arriva in un momento in cui il gruppo sta affrontando una serie di perdite significative. Sinwar rappresentava una figura chiave, essendo il leader politico di Hamas, ma anche il suo più importante negoziatore e prominente figura militare. La sua morte potrebbe creare un vuoto difficile da colmare, dato che la dirigenza di Hamas è stata notevolmente indebolita.
Sinwar, nato in un campo profughi a Khan Yunis, era entrato a far parte di Hamas negli anni ’80, contribuendo a creare il primo apparato di sicurezza del gruppo. La sua vita è stata caratterizzata da arresti e detenzioni: nel 1988 fu condannato a svariati ergastoli per aver ucciso soldati israeliani. Liberato nel 2011 in uno scambio di prigionieri, Sinwar è rapidamente salito ai vertici di Hamas, diventando il leader politico nel 2017. Sotto la sua direzione, il gruppo ha adottato un approccio militarista e radicale, rifiutando qualsiasi possibilità di negoziato con Israele. Sinwar è stato considerato il principale architetto della strategia militare di Hamas, coordinando attacchi e manovre politiche.
In un discorso in televisione, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha descritto la morte di Sinwar come un “duro colpo” al male e ha dichiarato che le operazioni militari continueranno finché l’obiettivo non sarà completamente raggiunto. Netanyahu ha evidenziato come la sua uccisione rappresenti “l’inizio della fine” per Hamas, anche se le implicazioni di questo evento rimangono da vedere.
Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha definito l’uccisione di Sinwar come un “buon giorno” per Israele e ha espresso il desiderio di lavorare con Netanyahu per risolvere la crisi umanitaria e ottenere la liberazione degli ostaggi.