Il presidente del Bangladesh, Mohammed Shahabuddin, ha nominato Muhammad Yunus, Premio Nobel per la Pace nel 2006, come leader di un governo di transizione dopo lo scioglimento del parlamento. La nomina arriva in risposta alle richieste dei leader delle proteste studentesche che hanno portato alle dimissioni della ex prima ministra Sheikh Hasina.
Le manifestazioni studentesche erano iniziate a luglio in risposta a un sistema di quote degli impieghi pubblici riservate ai familiari dei reduci della guerra di indipendenza del 1971, percepito come discriminatorio. Nonostante le modifiche apportate dalla Corte Suprema, le proteste si sono ampliate, sfociando in una rivolta contro il governo.
Conosciuto come “il banchiere dei più poveri tra i poveri,” Yunus è un economista famoso per aver fondato la Grameen Bank nel 1983, pioniera nel microcredito. Questo sistema di piccoli prestiti, dedicati a persone prive di garanzie per accedere a finanziamenti tradizionali, ha aiutato milioni di persone, specialmente donne, ad avviare attività e migliorare le proprie condizioni economiche. Questo approccio innovativo alla lotta contro la povertà gli è valso il Nobel, in riconoscimento degli sforzi per promuovere uno sviluppo dal basso.
Negli ultimi anni, Yunus è stato al centro di diverse controversie legali in Bangladesh, in particolare riguardo alla Grameen Telecom, un’organizzazione non profit collegata alla Grameen Bank, accusata di irregolarità amministrative. Nel gennaio scorso, Yunus è stato condannato a sei mesi di prigione, una sentenza che lui ha sempre respinto, considerandola una persecuzione giudiziaria orchestrata dal governo di Hasina. Nell’agosto 2023, oltre 170 leader mondiali avevano firmato una petizione in suo sostegno, denunciando le accuse come politicamente motivate.
Ieri, i coordinatori delle proteste studentesche avevano chiesto che Yunus fosse scelto per guidare il governo di transizione, affermando che qualsiasi altro governo non sarebbe stato accettato. Il presidente Shahabuddin ha accolto la richiesta, assicurando così la nomina di una figura rispettata a livello internazionale e sostenuta dai manifestanti, che ora guiderà il paese fino alle prossime elezioni.