Visita di Vladimir Putin, al centro della fotografia, nell'azienda Concord Catering di Prigožin, a destra nella foto

Il fondatore del Gruppo Wagner Evgheni Prigozhin sarebbe morto in uno schianto aereo avvenuto mercoledì sera a Kuzhenkino, tra Mosca e San Pietroburgo. Per quanto la sua morte non sia ancora stata confermata da fonti autorevoli, l’agenzia russa per il trasporto aereo, Rosaviatsiya, ha reso noto in un comunicato che Prigizhin, conosciuto come leader dei mercaneri russi Wagner, sia tra i dieci passeggeri presenti a bordo dell’aereo privato che si è schiantato. A quanto si apprende dalle agenzie di stampa russe non ci sarebbero sopravvissuti. Tra i dieci passeggeri, tra cui tre membri dell’equipaggio, figurerebbe anche il nome di Dmitry Valeryevich Utkin, fondatore del gruppo Wagner insieme a Prigozhin. Sulle cause dell’incidente aereo ancora non vi sono ancora certezze. Un guasto aereo al momento non può essere escluso, seppur sia una possibilità sposata da pochi.

La notizia ha infatti immediatamente suscitato delle perplessità riguardo la casualità dell’avvenimento. Gli ultimi mesi sono stati infatti caratterizzati da fortissime tensioni tra Prigozhin e il presidente russo Vladimir Putin, e c’è il sentimento da parte di molti che il jet privato sia in realtà stato abbattuto. Lo stesso presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha rilasciato una dichiarazione in cui non si dice sorpreso dall’accaduto e che “non c’è molto di quello che accade in Russia in cui Putin non sia coinvolto”.

I motivi alla base di tali sospetti sono da ricercare nel ruolo che Prigozhin ha assunto negli scorsi mesi, specialmente nel contesto della guerra in Ucraina. Il gruppo di mercenari della Wagner si è distinto infatti fin dalle prime fasi della guerra, assumendo un ruolo fondamentale in alcune battaglie, come ad esempio a Bakhmut. Essendone a capo, Prigozhin era diventato una delle figure più influenti in Russia, per alcuni secondo solo allo stesso Putin.

Tuttavia lo scorso 24 giugno, a seguito di settimane di tensioni tra Prigozhin e il ministero della Difesa russo, alcuni membri del gruppo Wagner avevano intrapreso una marcia da Rostov verso Mosca, con l’apparente obiettivo di compiere un colpo di stato. La rivolta, interrotta a seguito di un accordo raggiunto tra il gruppo Wagner e il governo russo e mediato dal presiente bielorusso Lukashenko, aveva comunque rappresentato un grande e concreto affronto al potere di Putin. Per questo vi era il presentimento che il governo russo non avrebbe lasciato l’atto impunito.

A seguito della rivolta Prigozhin e i suoi uomini erano stati esiliati in Bielorussia, e da quel momento le notizie sul leader del gruppo mercenario avevano iniziato a scarseggiare. Non si sapeva molto sui suoi spostamenti ed operazioni, ed anche allora c’era chi speculava che fosse stato eliminato dal governo russo. Tuttavia dopo alcune settimane il Cremlino aveva dato notizia che il 29 giugno Prigozhin e Putin si erano incontrati e avevano discusso di quanto accaduto. Anche allora però appariva chiaro di come i rapporti tra la Wagner e il governo russo fossero deteriorati e tutt’altro che risanati.

Di Emanuele Gualandri

Laureato in Politica e Diritto internazionale all'Università Statale di Milano. Ha lavorato su Milano come videogiornalista occupandosi di casi di cronaca locale e nazionale nonché politica e movimenti sociali. Ha realizzato analisi sotto forma di video-approfondimenti su YouTube per la pagina di informazione “inBreve”, attirando migliaia di visitatori. Al momento si trova a Bruxelles per conseguire un master in giornalismo e media alla Vub (Vrije Universiteit Brussel).

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