Il presidente russo Vladimir Putin ha concluso ieri una visita a Pyongyang, capitale della Corea del Nord, dove ha incontrato il suo omologo Kim Jong Un. Oltre ad aver attirato l’attenzione di media e governi di tutto il mondo, dalla visita è scaturito anche un accordo di mutua difesa e assistenza militare. Ma andiamo con ordine. Quella avvenuta negli scorsi due giorni è la prima visita di Putin nel paese asiatico in ben 24 anni, nonché la prima di un leader straniero a Pyongyang dopo la pandemia da coronavirus. In realtà, però, i due stati si erano già ravvicinati a settembre, quando fu il leader nordcoreano a fare visita a Putin. In quell’occasione l’attenzione degli osservatori era stata posta su un presunto accordo tra la Russia e la Corea del Nord, secondo il quale quest’ultima avrebbe contribuito alla guerra in Ucraina fornendo munizioni e materiale bellico. Sebbene i due leader avessero negato ufficialmente un tale accordo, Kim Jong Un aveva di fatto espresso supporto a favore di Putin definendo quella da lui combattuta una “guerra giusta,” con una chiara allusione all’invasione dell’Ucraina.
Stavolta, però, il risultato della visita è meno velato. Russia e Corea del Nord hanno firmato un patto di mutua difesa e assistenza. Il patto include, tra le altre cose, l’impegno a difendersi reciprocamente nel caso in cui uno dei due Paesi venisse attaccato ed è stato definito da Putin come un “documento davvero rivoluzionario”. L’Associated Press ha definito l’accordo di collaborazione il “più forte” tra i due stati dalla fine della Guerra Fredda. Il patto andrebbe infatti a coprire molte aree oltre alla sicurezza, come il commercio, gli investimenti e persino la cultura e il piano umanitario.
Dopotutto, però, non c’è troppo da stupirsi che i due paesi stiano stringendo accordi e si stiano riavvicinando molto ultimamente. Da un lato, infatti, sia la Russia che la Corea del Nord sono paesi estremamente isolati al momento: una per via della guerra in Ucraina e l’altra per via del suo programma nucleare molto discusso, che metterebbe in pericolo i paesi della regione quali Corea del Sud e Giappone. Ma non solo: i due paesi, infatti, al momento posseggono ciascuno qualcosa che l’altro vuole. La Corea del Nord è in grado di fornire munizioni, missili e armamenti vari di cui la Russia ha molto bisogno ultimamente, e dall’altro la Corea del Nord può beneficiare di energia, carburanti e soprattutto di un supporto tecnologico di alto livello. Non si sa molto su quanto la Russia abbia già concesso in tal senso alla Corea del Nord, ma si pensa che qualche aiuto sia già arrivato dato che a soli due mesi dalla visita di settembre quest’ultima è stata in grado di lanciare un satellite, dopo un primo tentativo fallito nei mesi precedenti. Inoltre, il fatto che entrambi gli stati siano stati colpiti da pesanti sanzioni negli ultimi anni ha sicuramente incentivato un riavvicinamento anche per una banale questione di scarsità di alternative.