Un recente attacco aereo israeliano sulla Striscia di Gaza ha causato la morte di sette operatori umanitari della ong World Central Kitchen (WCK), gettando nel caos le operazioni di soccorso in un territorio già devastato dal conflitto. L’attacco è avvenuto vicino a Deir al-Balah, dove il convoglio stava uscendo da un magazzino dopo aver scaricato oltre 100 tonnellate di aiuti alimentari. Secondo WCK, i veicoli colpiti erano chiaramente identificabili con il logo della ong, e il loro movimento era stato preventivamente coordinato con l’esercito israeliano.

José Andrés, noto chef e fondatore di WCK, ha espresso profonda indignazione per l’accaduto, definendo inaccettabile l’uso della violenza contro il personale umanitario e chiedendo che l’esercito israeliano ponga fine alle uccisioni indiscriminate. Erin Gore, amministratrice della ong, ha definito l’attacco “imperdonabile”, specialmente in un contesto in cui il cibo è diventato “un’arma di guerra.”

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha confermato la responsabilità dell’attacco, che ha descritto come un evento non intenzionale dovuto alle condizioni di guerra. Ha inoltre espresso “profondo rammarico” per l’accaduto e dichiarato che Israele è impegnato a garantire la sicurezza degli operatori umanitari, avviando un’indagine per chiarire le dinamiche della vicenda.

Secondo fonti dell’esercito israeliano citate dal quotidiano Haaretz, l’attacco era diretto a un presunto miliziano di Hamas che si trovava in un camion all’interno del convoglio. Tuttavia, i tre veicoli civili coinvolti nell’attacco non trasportavano il miliziano e sono stati distrutti uno a uno da missili lanciati da un drone. Tra le vittime vi sono cittadini di Australia, Polonia e Regno Unito, oltre a due operatori con doppia cittadinanza palestinese-americana e palestinese-canadese e un autista palestinese.

L’incidente mette in evidenza i rischi affrontati dagli operatori umanitari a Gaza, un’area dove l’assistenza è diventata cruciale per oltre 500.000 persone che, secondo le Nazioni Unite, vivono in condizioni di malnutrizione estrema. Il governo australiano ha subito convocato l’ambasciatore israeliano, definendo l’incidente “inaccettabile” e chiedendo piena responsabilità.

A seguito di questo tragico episodio, World Central Kitchen ha deciso di sospendere temporaneamente le sue operazioni nella Striscia di Gaza, sollevando timori per il futuro dell’unico “corridoio marittimo” umanitario, creato recentemente per aggirare le restrizioni che hanno fortemente ridotto il flusso di aiuti nella regione. Le navi umanitarie, che trasportavano 240 tonnellate di cibo, hanno dovuto fare ritorno a Cipro senza completare le consegne.

Di Emanuele Gualandri

Laureato in Politica e Diritto internazionale all'Università Statale di Milano. Ha lavorato su Milano come videogiornalista occupandosi di casi di cronaca locale e nazionale nonché politica e movimenti sociali. Ha realizzato analisi sotto forma di video-approfondimenti su YouTube per la pagina di informazione “inBreve”, attirando migliaia di visitatori. Al momento si trova a Bruxelles per conseguire un master in giornalismo e media alla Vub (Vrije Universiteit Brussel).

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